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Nuovi modelli di Consumo e Stili di Vita

green marketing

La rivoluzione digitale ha facilitato negli ultimi anni le modalità di interazione e il passaparola tra i consumatori. Siamo consumatori più attenti alla qualità della vita e potenzialmente più interessati a beni e servizi ecosostenibili (ved. anche trend Mintel in questo blog nonchè l’interessante analisi sui consumatori e gli insight nella tesi di laurea di Micaela Fiorito sul Green Marketing e Social Media)

L’evoluzione della società, il cambiamento degli stili di vita, il consumatore e il rapporto con l’economia sono alcuni dei temi trattati nell’ultimo libro del Prof. Giampaolo Fabris, esperto delle logiche legate al consumo e autore di La società della post-crescita. Consumi e stili di vita.

E’ possibile ascoltare una recente e interessante intervista fatta da Radio24 dove ci si chiede anche com’è cambiato il marketing in questo contesto.

Intervista a G.Fabris


4 commenti

  1. Micaela scrive:

    Vi ringrazio per la citazione!
    Tra l’altro, i testi di Fabris sono stati un punto di snodo molto importante per la mia tesi di laurea.
    Continuate così! Buon Lavoro!!😉

  2. Andrea scrive:

    Personalmente (e come ricercatore) ritengo che al momento vi siano due correnti coesistenti e pienamente contrastanti: da una parte il consumatore che ragiona con logica “globale”, attento a non recare danni eccessivi col proprio consumo nè all’ambiente nè agli altri, il consumatore risparmiatore non solo in termini di prezzo ma anche di quantità acquistata/consumata. Dall’altra però, non dimentichiamolo, abbiamo il consumatore incallito, quello alla guida del SUV, quello che compra le fragole anche a Dicembre, quello che se rompe un elettrodomestico lo getta e ne compra uno nuovo, che spende due stipendi per comprare la TV al plasma e lo Smart-Phone.
    Sapete cosa vi dico? Che, aldilà di questa contraddizione dei nostri giorni, parlare di “consumatore attento alla qualità della vita” suona un pò come un paradosso…perchè per poter essere davvero attenti alla qualità (sottolineo “qualità”) della vita bisogna semplicemente essere MENO consumatori…e più individui.

  3. Tommaso Pronunzio scrive:

    …ma poi cosa è la ‘qualità della vita’? Per me non esiste concetto più relativo di questo. La qualità della vita per una persona è cosa diversa dalla qualità della vita per un’altra persona. Più che di qualità della vita non sarebbe corretto parlare di individualismo e di soddisfazione dei propri bisogni connessi a quel che si vuole? ammesso di sapere quel che si vuole!

  4. Donna L. scrive:

    Grazie per i feedback. Condivido anch’io che la qualità è una percezione più individuale che collettiva e anche in questo consiste il cambiamento in atto, persino il consumo è mirato e ‘selettivo’. Capisco che il termine consumatore potrebbe sembrare riduttivo e persino non più attuale. Credo anche che sia la centralità del ruolo a dare un significato profondo al termine consumatore/ Consumatore (in maiuscolo)/ cliente/ co-autore e soprattutto dell’individuo e alla sua evoluzione. Per questo e per la mia natura romantica credo che personalmente continuerò a chiamarlo consumatore.
    Nel 2011 ricorrerà anche il centenario della frase che rese il consumatore stesso celebre: “The customer is King” (attribuita a Charles Coolidge Parlin, a cui si fa anche risalire la prima ricerca di marketing). Evviva!

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